giovedì 14 luglio 2011

fare turismo senza agenzie, "tour operators" e scoprire il piacere del viaggio

  Il viaggiare, ch'è stato paradigma della gioventù nei decenni dei '60 e '70 del '900, ha subito una deriva consumistica che lo ha reso impersonale e burocratica operazione di massa. Rispetto alle sue declinazioni fondative - turismo in città d'arte, hippies, vagabondaggio "colto", fino alle escursioni e alle gite fuori porta, il viaggio manifesta la tendenza contemporanea ad affidarsi, per ogni cosa si decida di fare, a organizzatori, perdendo in tal modo autonomia progettuale, piacere di girare anche a caso, libertà.


  Di fatto, si può viaggiare in modo autonomo e libero, è sufficiente sfruttare servizi e strutture esistenti. A parte l'uso dei mezzi pubblici e il muoversi a piedi per città, parchi naturali e sentieri, ci sono accorgimenti da seguire che permettono, almeno in Italia, di viaggiare in libertà. Ad esempio, appena arrivati in un posto, cercare l'ufficio turistico; si trova a Roma come nel piccolo centro e distribuisce gratuitamente guide, cartine, libriccini con prezzi e disponibilità di alberghi, ristoranti e altri servizi. Inoltre, gli appassionati di escursioni troveranno carte e guide spesso irreperibili nelle librerie.
  Il web è una fonte di informazioni, ad esempio sui trasporti pubblici locali; un orario nazionale dei treni è compagno indispensabile di viaggio.
  

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